Esiste un rapporto tra obesità e rischio mortalità da COVID-19? La risposta é si, e ce lo dicono diversi studi. Cerchiamo di saperne di più.

L’obesità è una malattia che può definirsi “globale” per due ordini di ragioni: la prima é che non conosce confini e le statistiche ci dicono che sono almeno 2,8 milioni le persone che ogni anno muoiono a causa del sovrappeso; la seconda ragione é che si tratta di una patologia che ingloba in sé numerose altre problematiche di salute.

L’obesità può dunque risultare un problema serio e per questo è stata effettuata una ricerca elettronica sui documenti di studio riguardanti l’obesità come fattore di rischio per la mortalità a seguito di infezione da COVID-19.

Tre autori hanno selezionato, in modo assolutamente indipendente l’uno dall’altro, file e documenti tra i tanti studi eseguiti sull’argomento (572 pubblicazioni da cui sono state presi 42 studi incluso un dato di studio non pubblicato e solo 14 studi sono stati selezionati per l’analisi quantitativa) e sono tutti giunti alla conclusione che l’obesità – insieme all’indice di massa corporea, età, sesso, compresenza di altre patologie – va inclusa tra gli elementi che portano i pazienti ad essere ad alto rischio di mortalità da COVID-19. Ciò che espone il paziente obeso a questo maggior rischio sono in particolare le alterazioni del suo profilo ormonale, infiammatorio e immunitario.

Cosa fare allora per disinnescare questo pericoloso connubio? Le indicazioni sono semplici e vanno tutte nella direzione della riduzione dell’obesità:

  • RIPORTARE il proprio BMI (indice di massa corporea) sotto i 25;
  • ELIMINARE gli eccessi calorici;
  • ELIMINARE i cibi spazzatura;
  • MIGLIORARE le proprie abitudini alimentari aumentando frutta e verdura e incrementando l’attività fisica.

Bibliografia: Obesity and mortality of COVID-19. Meta-analysis Obes Res Clin Pract. 2020 July-August; 14(4): 295–300. Published online 2020 Jul 9. doi: 10.1016/j.orcp.2020.07.002