L’Helicobacter Pylori (HP) é un batterio scoperto agli inizi degli anni’80 da due ricercatori canadesi.
Non é ancora chiaro il meccanismo della sua diffusione da persona a persona; ma é certo che uno dei veicoli di contagio del batterio é la saliva, ragione per cui nei bambini la trasmissione avviene più facilmente perché i piccoli spesso mettono in bocca oggetti e giocattoli.

Le statistiche ci dicono che il 50% della popolazione mondiale é portatrice del batterio che vice nello stomaco e nel duodeno. La sua presenza produce sostanze tossiche e provoca una lenta e progressiva infiammazione della mucosa, causa di gastrite cronica.

Nel 90% dei casi la presenza dell’Helicobacter non dà sintomi; quanso però si manifesta può dare bruciori e dolori allo stomaco, difficoltà digestive, alitosi, meteorismo, flautulenza.

Nel 10% dei casi le persone che hanno contratto questa infezione possono sviluppare un’ulcera duodenale.

Solo in meno dell’1% dei casi la gastrite cronica, presente nei soggetti infettati da Helicobacter Pylori, può dare inizio – in presenza di fattori favorenti di tipo ambientale e genetico – allo sviluppo di un cancro allo stomaco.

Da anni si sta lavorando ad un vaccino terapeutico in grado di debellare il batterio ma la ricerca ad oggi é ancora in corso.

Come accertare l’eventuale presenza di Helicobcter Pylori? Abbiamo a disposizione metodi invasivi e non invasivi. Tra i primi vi é la gastroscopia: grazie all’utilizzo di una sonda flessibile si esplorano esofago, stomaco, duodeno e nel corso dell’esame é altresì possibile effettuare alcune biopsie della mucosa che riveste lo stomaco; l’analisi del materiale asportato dirà se il batterio é presente o meno.

I metodi non invasivi comprendono:
– la ricerca nel sangue di anticorpi attivi contro l’Helicobacter, sufficiente a svelare una infezione da HP ma non in grado di controllarne la guarigione dopo la terapia;
– la ricerca dell’antigene HP nelle feci. veloce, di basso costo, indicata particolarmente per i bambini;
– il test del respiro (urea breath test): rapido, efficace, ripetibile, dotato di elevata specificità e sensibilità, é indicato in particolare per verificare l’efficacia della terapia antiHP.

Come si cura l’Helicobacter Pylori?
L’unica terapia é quella antibiotica abbinata ad un farmaco antisecretivo; abitualmente si associano 2 o massimo 3 anibiotici per un periodo variabiel tra i 7 e i 10 giorni. Il successo terapeutico é dell’80-85%, il batterio viene debellato, l’ulcera guarisce senza più rischio di recidiva e la gastrite migliora.

Nei rari casi in cui si ha una resistenza agli antibiotici e la terapia non ha successo, assume ancora più rilevanza il ruolo del medico specialista sia per evitare inutili accanimenti terapeutici sia per fornire alternative terapeutiche se occorre comunque perseguire l’eliminazione del batterio.

Per la gestione delle infezioni da Helicobacter Pylori abbiamo a disposizione Linee guida europee che consentono di individuare le diverse categorie di pazienti:
– quelli da sottoporre necessariamente ad eradicazione;
– quelli cui é consigliabile l’eradicazione;
– quelli per i quali il trattamento non garantisce vantaggi certi.

Grazie a queste Linee guida, sulla base della relazione tra infezione da Helicobacter Pylori e cancro gastrico, sono state pubblicate alcune raccomandazioni per una corretta prevenzione e ci dicono che il batterio andrebbe eradicato:
– in pazienti con precedente neoplasia gastrica dopo il trattamento chirurgico di questa;
– nei parenti di primo grado di pazienti con cancro gastrico;
– in pazienti in terapia cronica da più di un anno con gastroprotettori (inibitori di pompa protonica);
– in soggetti con importanti fattori di rischio ambientale per cancro gastrico (forti fumatori, elevata esposizione a polvere, carbone, quarzo, cemento, ecc.).